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3月20日 L'amore è come un sorriso...A volte mi sono chiesto come in un cuore tanto piccolo ci può stare tanto amore. A volte ho sentito che il mio petto andava ad esplodere di felicità. A volte ho sentito che tutto quell'amore che aveva non poteva tenerlo per me solo o ripartirlo tra pochi. L'amore è come un sorriso, nessuno dei due può manifestarsi con la bocca o il cuore chiusi. A volte mi domando perché limitiamo tanto la nostra forma di amare ed a chi amiamo. In realtà l'amore è più che amore. Possiamo amare contemporaneamente persone molto distinte e molto e sempre, benché con ognuna di esse condividiamo un aspetto diverso di quell'amore. Mi piacerebbe continuare ad imparare ad amare, senza limiti, senza pregiudizi, senza privazioni, senza gelosia, senza egoismo, senza etichette, senza obbligo, senza paura, senza rimproveri, senza omissione, senza colpevolezza. Mi piacerebbe che il mio amore, quello che ho e quello che offro, fosse come un sorriso, come la brezza, come un sonno dal quale ti svegli per vederlo trasformato in realtà, come qualcosa di eterno dove non esistesse lo spazio né il tempo che dia vita a chi lo ricevesse. Mi piacerebbe potere utilizzare la parola "sempre" senza paura di sbagliarmi, perché finirà quando finirà continuerebbe a vivere in un cuore nel suo, il tuo, nel mio, nel nostro. Mi piacerebbe dirti che per me l'amore, è più che un sentimento, più che una parola, più che un concetto, più che un'illusione, per me l'amore è una forma di vita. (Tangos)
Srive BartleboomScrive, Bartleboom. Scrive.
Io non sono mai stato su una nave. Domani inizierò i miei studi. Il posto mi sembra ideale. Non mi nascondo la difficoltà dell'impresa, ma Voi sapete - Voi sola, al mondo - quanto io sia determinato a portare a termine l'opera che è stata mia ambizione concepire e intraprendere in un giorno fausto di dodici anni fa. Mi sarà di conforto immaginarVi in salute e in letizia d'animo. Effettivamente non ci avevo mai pensato prima: ma davvero non sono mai stato su una nave. Ismael A. Ismael Bartelboom Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle - Ti aspettavo. E per sempre lo amerà.
La p++tana di Closing TownBella la puttana di Closingtown, bella. Neri i capelli della puttana di Closingtown, neri. Decine di libri, nella sua stanza, al primo piano del saloon, li legge quando aspetta, storie con un inizio e una fine, se glielo chiedi te le racconterà. Giovane la puttana di Closingtown, giovane. Tenendoti tra le gambe ti sussurra: amore. Diceva Shatzy che costava come quattro birre. Ciao. Andavano avanti e indietro, dall'inizio della città alla fine, tenendosi stretti, nel buio, e parlando di quel vento che non finiva mai. Buona notte Fanny. Lei diceva che era un numero perfetto. Pensaci. E fallo suonare, quel ritmo. Sei colpi, uno due tre quattro cinque sei. Perfetto. Lo senti il silenzio dopo? Quello sì è un silenzio. Uno due tre quattro. Cinque sei. Silenzio. E' come un respiro. Ogni sei colpi è un respiro. Puoi respirare veloce, o piano, ma ogni respiro è perfetto. Uno due tre quattro cinque. Sei. Respira silenzio, adesso. Quanti colpi c'erano, in una pistola? Sei. Fanny lavora, di sopra, con il figlio del pastore tra le gambe. Amore. Il figlio del pastore si chiama Young. Si è tenuto la camicia addosso, e ha i capelli neri inzuppati di sudore. Qualcosa come un terrore, negli occhi. Fanny gli dice Scopami Young, ma lui si irrigidisce e scivola via dalle cosce aperte - calze bianche con pizzi fino a sopra il ginocchio e poi più niente. Lui non sa dove guardare. Le prende una mano e se la preme sul sesso. Si, Young, lei dice. Lo accarezza, Sei bello Young, dice. Si lecca il palmo della mano, gurdandolo negli occhi, poi torna ad accarezzarlo, sfiorandolo appena. Dài, dice Young. Dài. Lei stringe nel palmo della mano il suo sesso. Lui chiude gli occhi e pensa non devo pensare. A niente. Lei guarda la propria mano, e poi il sudore sulla faccia di Young, sul petto, e di nuovo la propria mano che scivola sul suo sesso. Mi piace il tuo cazzo, Young, lo voglio, il tuo cazzo. Lui è disteso sul fianco, appoggiato su un braccio. Il braccio trema. Vieni Young, lei dice. Lui ha gli occhi chiusi. Vieni. Lui si gira sopra di lei, e spinge in mezzo alle cosce aperte. Così, Young, così, lei dice. Lui apre gli occhi. Qualcosa come un terrore, negli occhi. Lui fa una smorfia, e scivola via. Aspetta, Young, lei dice, tenendogli la testa fra le mani e baciandolo. Aspetta, lui dice. Pat Cobhan, ride, di sotto, e dà un'occhiata alla pendola, dietro al bancone. Chiede un'altra birra e gioca con una moneta d'argento, cercando di farla rimanere in bilico sull'orlo del bicchiere vuoto. Lo dico sul serio. Smettila. La moneta gli cade nel bicchiere, Pat Cobhan rovescia il bicchiere, cade la moneta, sul legno del bancone, e cola un resto di birra, liquido e schiuma. Lui prende la moneta e l'asciuga sui pantaloni. La guarda. Gli verrebbe da annusarla. La riposa sull'orlo del bicchiere. Dà un'occhiata alla pendola. Pensa: Young, bastardo, la vuoi finire? Dolce il profumo della puttana di Closingtown, dolce. Fanny scivola con le labbra sul sesso di Young, lui la guarda e questo gli piace. Le mette una mano tra i capelli e se la spinge contro. Lei gli prende la mano e gliela allontana, continuando a baciarlo. Lui la guarda. Le rimette la mano nei capelli, lei si ferma, alza gli occhi verso di lui e gli dice Stai buono Young. Sta' zitta, lui dice, e con la mano le spinge la testa verso il suo sesso. Lei lo prende in bocca e chiude gli occhi. Scivola sempre più velocemente, avanti e indietro. Così, puttana, lui dice. Così. Lei apre gli occhi e vede la pelle lucida di sudore, sul ventre di Young. Vede i muscoli che si contraggono, a scatti, come in una specie di agonia. Dài, lui dice. Non smettere. Una specie di agonia. Lui la guarda. Gli piace. La guarda. Poi le appoggia le mani sulle spalle, la stringe forte e d'improvviso la spinge indietro, coricandosi su di lei. Fai piano Young, lei dice. Lui chiude gli occhi, e si muove contro di lei. Piano, Young. Lei cerca con una mano il suo sesso, lui gliela allontana. Spinge forte in mezzo alle cosce. Merda, dice. Merda. Ha i capelli attaccati alla fronte, bagnati di sudore. Merda. Scivola di nuovo via, di colpo. Lei gira la testa da una parte, alza gli occhi al cielo per un istante, e sospira. E lui la vede. La vede. Tienimela in fresco. Te ne vai? Carver scuote la testa. Pat Cobhan ridacchia. Solleva il bicchiere di birra e beve un sorso. Riposa il bicchiere, si gira, guarda lo scalone che porta al primo piano, guarda le lancette nere sul quadrante bianco ingiallito, bastardo, dice piano. Young si è voltato, ha allungato una mano verso il cinturone appeso sulla sedia, ha estratto dalla fondina la pistola e adesso la tiene stretta in pugno. Fa scivolare la canna sulla pelle di Fanny. Bianca la pelle della puttana di Closingtown, bianca. Lei fa per alzarsi. Sta' giù, lui dice. Le tiene premuta la canna della pistola sotto il mento. Non muoverti. Non urlare. Cosa diavolo fai, lei dice. Zitta. Fa scivolare la canna della pistola sulla pelle, sempre più giù. Le apre le gambe. Appoggia la pistola sul suo sesso. Ti prego Young, lei dice. Lui spinge lentamente la pistola. Poi la tira fuori e adagio la rinfila dentro. Ti piace?, dice. Lei inizia a tremare. Non era questo che volevi?, lui dice. Spinge in fondo la pistola. Lei inarca la schiena, appoggia una mano sulla guancia di Young, dolcemente. Ti prego, Young, dice. Ti prego. Lo guarda. Lui si ferma. Sta' calmo, lei dice. Sei un bravo ragazzo, Young, vero? Tu sei un bravo ragazzo. Le colano lacrime dagli occhi, le scendono sul viso dappertutto. Fatti baciare, mi piace baciarti, vieni qui Young, baciami. Parla piano, senza smettere di guardarlo. Resta con me, facciamo l'amore, vuoi? Sì, lui dice. E ricomincia a muovere la pistola, avanti e indietro. Facciamo l'amore, dice. Lei chiude gli occhi. Ha una smorfia di dolore che le sfigura il volto. Ti supplico, Young. Lui guarda la canna della pistola entrare e uscire dalla carne. Vede che è rigata di sangue. Solleva con il pollice il cane della pistola. Mi piace fare l'amore, dice. Dice così? Sì signore. Sì signore. Bravo.
Pat Cobhan saluta e va verso lo scalone. Guarda in cima e non vede niente. Sale qualche gradino. Pensa che vorrebbe avere una pistola. Suo padre non vuole che lui giri con una pistola. Così non ti metterai nei pasticci. Nessuno spara a un ragazzo disarmato. Si ferma. Getta uno sguardo alla pendola, giù, dietro al bancone. Non riesce a ricordarsi esattamente quanto tempo è passato. Cerca di ricordarsene, ma non riesce. Guarda il saloon da lassù e pensa che è come essere un uccello appollaiato su un ramo. Sarebbe bello aprire le ali, sfiorare la testa di tutti e andarsi a posare sul cappello del cieco che suona. Avrei penne lucide, nere, pensa mentre con la mano destra controlla nella tasca dei pantaloni la sagoma dura del suo coltello. Piccolo coltello, la lama piegata dentro l'anima di legno. Guarda davanti a sè e non vede niente. Una porta chiusa, senza rumori, niente. Sono solo uno stupido, pensa. Rimane fermo lì, abbassa lo sguardo, vede il suo stivale sul gradino. Polvere spessa sul cuoio consumato. Dà due colpi, col tacco, sul legno. Poi china e con un dito si lucida la punta. In quell'istante sente da sopra arrivare il rumore secco di uno sparo, e un urlo breve. E capisce che tutto è finito. Poi sente un secondo colpo, e, uno dopo l'altro, il terzo e il quarto e il quinto. Rimane immobile. Aspetta. Ha uno strano ronzio in testa e tutto sembra lontano. Sente qualcuno che lo spintona, e gente che corre gridando su per lo scalone. Negli occhi ha la punta lucida del suo stivale. Aspetta. Ma non sente nulla. Allora si rialza , si volta e scende lentamente lo scalone. Attraversa il saloon, esce, sale a cavallo. Cavalca tutta la notte e all'alba arriva ad Abilene. Il giorno dopo riparte, verso nord, attraversa Bartleboro e Connox, costeggia il fiume fino a Contertown, e per giorni cavalca verso le montagne. Berbery, Tucson City, Pollak, fino a Full Creek, dove passa la ferrovia. Segue i binari per miglia e miglia. Quarzsite, Coltown, Oldbridge, e poi Rider, Rio Solo, Sullivan e Preston. Dopo ventidue giorni arriva in un posto chiamato Stonewall. Guarda la cima degli alberi e il volo degli uccelli. Scende da cavallo, prende un pugno di polvere e la fa scivolare piano tra le dita. Non c'è vento, qui, pensa. Vende il cavallo, compra una pistola. Cinturone, fondina e pistola. La sera va al saloon. Non parla con nessuno, rimane tutto il tempo seduto a bere e guardare. Li studia tutti, uno per uno. Poi sceglie un uomo che sta giocando, mani bianche e senza calli, speroni luccicanti. Una barba tagliata sottile, con cura e tempo.
Quell'uomo bara, dice.
Qualcosa che non va, ragazzo? Non mi piacciono i bastardi, tutto qui. Porta fuori la tua lingua di merda, e veloce. Non mi son mai piaciuti. Facciamo una cosa. Pat Cobhan sputa per terra. Si alza. Si guarda la punta degli stivali, come se stesse cercando qualcosa. Poi solleva gli occhi verso l'uomo. Idiota, dice l'uomo. Pat Cobhan impugna di scatto la pistola. Ma non estrae. Sente il sesto colpo, allora. Poi più niente, per sempre. Silenzio. Young morì in cella, il giorno prima del processo. Suo padre andò a trovarlo, e gli sparò in faccia, a bruciapelo. City (Alessandro Baricco) |
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